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Buon viaggio, qualunque sia il vostro sentiero

Fabio, Flavia, Gian Andrea

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Zanzibar

 

 

 

 

 

(5 voti)

Autori: Ottavia Fortunato, Flavia Daneo

Aggiornamenti di: Gian Andrea Pagnoni, Matteo Bertozzi 

Foto: Gian Andrea Pagnoni

 

Clima e meteo

© Gian Andrea Pagnoni / iMondonauti.it
La strada principale di Unguja. A destra un dalla dalla, il bus locale

La posizione equatoriale e oceanica dell’arcipelago determina una bassa escursione termica annuale, con temperature medie di 26° (min. 20, max 29) nell’inverno australe (da giugno ad ottobre), e temperature medie di 28° (min. 22, max 33) nell’estate australe (da dicembre a febbraio). A Zanzibar vi sono due stagioni secche e due piovose ogni anno: le stagioni secche (da dicembre a febbraio e da giugno ad ottobre) sono più adatte per gli amanti del caldo, ma è il periodo in cui è massima l'affluenza turistica perché cade nei periodi di alta stagione dei turisti occidentali (luglio-agosto e feste natalizie); le stagioni umide (da marzo a maggio e a novembre) sono più adatte per gli amanti del verde in quanto le piogge mitigano l'arsura della stagione secca inducono un aumento della vegetazione, ma la presenza turistica è inferiore, tanto che durante le grandi piogge (primavera), molti villaggi turistici sono temporaneamente chiusi e molti voli sono soppressi. A Zanzibar il fenomeno delle maree è molto sostenuto: ogni 6 ore il mare si ritira anche di 200 m e durante l'alta marea il movimento dell'acqua rimescola la sabbia del fondo rendendo l'acqua torbida.

La presenza di venti oceanici (monsoni), determina un’umidità piuttosto alta e abbondanti precipitazioni (1500 mm l’anno ad Unguja e 1760 mm a Pemba). Le grandi piogge (masika) vengono da marzo a maggio, mentre a novembre vi è un breve periodo piovoso, detto delle piccole piogge (vuli), con rovesci temporaleschi di bassa intensità e breve durata che colpiscono soprattutto le coste occidentali delle isole. Pemba, leggermente più piovosa e umida di Unguja (Zanzibar Island), si caratterizza per una vegetazione più lussureggiante. Il Monsone di nord est (kaskazi) inizia ad insediarsi a novembre e si esaurisce a marzo, soffiando dall’India Occidentale all’Africa Orientale. In questo periodo i venti sono stabili e leggeri, permettono la partenza delle prime imbarcazioni (dow) dalle coste arabiche. Le condizioni migliori per la navigazione si hanno in dicembre, periodo in cui il monsone si è ben insediato e arriva anche più a sud di Zanzibar. Quando i grossi dau (navi da carico) solcavano l’oceano, il tragitto dall’Arabia all’Africa Orientale durava 40 giorni, nel periodo in cui il monsone è in formazione e 25 giorni in dicembre. Il Monsone di sud ovest (kusi) inizia ad insediarsi in aprile e si esaurisce in settembre. In marzo il monsone di nord est inizia a diminuire d’intensità (iniziando dalle aree più meridionali dell’Africa Orientale), e in aprile il vento ha cambiato direzione, in quanto ha iniziato ad insediarsi il monsone di sud ovest. Questo era il momento delle partenze delle imbarcazioni dall’Africa verso l’Arabia. Da metà maggio a metà agosto però i venti sono troppo impetuosi per tentare attraversate oceaniche, e il commercio s’interrompe per riprendere con la coda terminale del monsone di sud ovest, che avviene in agosto.

   

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